L'éphémere - Pagine d'arte e di poesia 1967-1972
192 pp.
Le intenzioni di una rivista. Il ruolo di André du Bouchet - La presenza di André du Bouchet in L'Éphémère - Aimé Maeght et l' Éphémère - Intervista con Jacques Dupin - Jalons pour une "Biographie intérieure" de L'Éphémère - L'empreinte de l'art. Art et écriture de Jacques Dupin autour de L'Éphémère - La disseminazione aelitterante della scrittura nell'ultimo Dupin: dal nevischio al detrito - Scève, Quignard e la musica in L'Éphémère - Lisible-visible. Christian Dotremont et la trace d'un passage - L'Éphémère: crocevia dell'esilio. Nicolas de Staël, Paul Celan - Yves Bonnefoy: L'atelier di Dans le leurre du seuil - APPENDICE - Sezione A - Lettera di André du Bouchet à Paul Celan. - Lettera di Paul Celan a André du Bouchet. - Lettera di André du Bouchet à Paul Celan. - Scelta di poesie di Paul Celan tradotte da André du Bouchet. - Scelta di poesie di André du Bouchet tradotte da Paul Celan. - Sezione - Scelta di poesie di Christian Dotremont tratte da L'Éphémère con traduzione italiana.
A Parigi, nell'autunno del 1965, si incontrano un mecenate d'eccezione, il gallerista ed editore d'arte Aimé Maeght, e una 'cerchia' di intellettuali e poeti, Gaëtan Picon, Yves Bonnefoy, André du Bouchet, Jacques Dupin, Louis-René des Forêts, esponenti della generazione impostasi sulla scena letteraria del dopoguerra francese. Insieme, concepiscono il progetto della rivista L'ÉPHÉMÈRE, destinata a uscire per cinque anni. È così che, dal 1967 al 1972, L'ÉPHÉMÈRE persegue una ricerca appartata, estranea tanto alle tendenze imperanti nella cultura dell'epoca, quanto alla bandiera dell'impegno (il '68 susciterà non di meno aspre polemiche fra i promotori), sperimentando una formula innovativa e aperta: per l'attenzione alla poesia straniera, al dialogo fra le arti, alla stessa raffinatezza del prodotto editoriale, in cui comunicano il segno grafico e la scrittura. Appartata, quindi, non significa marginale, basti pensare alla partecipazione, fra gli altri, di Paul Celan e Michel Leiris, che si uniranno alla redazione, o ai lavori di artisti come Nicolas de Staël, Pierre Tal-Coat, Antoni Tapies per queste "pagine d'arte e di poesia". Ne emerge l'altissimo interesse di una poetica in fieri, un'esperienza a più voci, davvero "effimera" eppure fondamentale nel percorso di tutti coloro che ebbero il privilegio di prendervi parte. Sulle figure dei principali animatori, sui motivi di convergenza, talora di conflitto, con la linea portata avanti dalla rivista, si concentrano i contributi degli studiosi italiani e stranieri raccolti in questo volume, presentati in occasione della giornata di studio su L'ÉPHÉMÈRE presso l'Università degli Studi di Milano (25 novembre 1999) alla presenza di Jacques Dupin, di cui si propongono al lettore due ampie interviste. A Parigi, nell'autunno del 1965, si incontrano un mecenate d'eccezione, il gallerista ed editore d'arte Aimé Maeght, e una 'cerchia' di intellettuali e poeti, Gaëtan Picon, Yves Bonnefoy, André du Bouchet, Jacques Dupin, Louis-René des Forêts, esponenti della generazione impostasi sulla scena letteraria del dopoguerra francese. Insieme, concepiscono il progetto della rivista L'ÉPHÉMÈRE, destinata a uscire per cinque anni. È così che, dal 1967 al 1972, L'ÉPHÉMÈRE persegue una ricerca appartata, estranea tanto alle tendenze imperanti nella cultura dell'epoca, quanto alla bandiera dell'impegno (il '68 susciterà non di meno aspre polemiche fra i promotori), sperimentando una formula innovativa e aperta: per l'attenzione alla poesia straniera, al dialogo fra le arti, alla stessa raffinatezza del prodotto editoriale, in cui comunicano il segno grafico e la scrittura. Appartata, quindi, non significa marginale, basti pensare alla partecipazione, fra gli altri, di Paul Celan e Michel Leiris, che si uniranno alla redazione, o ai lavori di artisti come Nicolas de Staël, Pierre Tal-Coat, Antoni Tapies per queste "pagine d'arte e di poesia". Ne emerge l'altissimo interesse di una poetica in fieri, un'esperienza a più voci, davvero "effimera" eppure fondamentale nel percorso di tutti coloro che ebbero il privilegio di prendervi parte. Sulle figure dei principali animatori, sui motivi di convergenza, talora di conflitto, con la linea portata avanti dalla rivista, si concentrano i contributi degli studiosi italiani e stranieri raccolti in questo volume, presentati in occasione della giornata di studio su L'ÉPHÉMÈRE presso l'Università degli Studi di Milano (25 novembre 1999) alla presenza di Jacques Dupin, di cui si propongono al lettore due ampie interviste.