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ISBN 9788860554796
Autore Mauro Vincenti
Pagine 304
Editore Alinea Editrice (ed. 2011)
Anno 2011
Disponibilità
Disponibile
Prezzo di copertina € 25,00
Il nostro prezzo € 21,25
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L'architettura del parco nel disegno della città. L'idea dell'arcipelago come strategia di definizione degli spazi aperti e disp
È possibile considerare la presenza strutturata del verde nella città, come un’occasione ed uno strumento per una strategia di recupero e di ridefinizione della città stessa, o meglio, delle relazioni spaziali tra parti diverse della città? È questa, in sintesi, la questione intorno alla quale ruota e si sviluppa il lavoro di ricerca che Mauro Vincenti ha svolto nell’ambito del VII ciclo N.S del corso di dottorato di ricerca in Ingegneria delle strutture e del recupero edilizio e urbano presso l’Università degli Studi di Salerno, e che – dopo una serie di opportuni ulteriori approfondimenti – trova la sua pubblicazione in questo volume. La figura del parco, “unità di misura urbana”, dai margini ben definiti e riconoscibili, irrompe nell’accidentalità e frammentarietà della conurbazione periferica per innescare, quale elemento di identificazione, un principio d’ordine, analogamente a quanto avviene stando all’interno della radura o dell’oasi, in quanto spazio modificato e sottratto alla continuità della foresta. “L’oasi può essere assimilabile a un giardino, a un hortus conclusus, spazio dove vi è stata una sostituzione vegetale, recintato e chiuso perché non vi sia ingresso di estranei o di forme di vita che possano minacciare l’integrità dell’oasi stessa. Hortus o recinto vegetale che non è necessario osservare dall’alto, come la radura, per accorgersi che esiste, ma ben visibile dall’esterno…Ma l’oasi è anche una forma ben visibile da chi si sposta lungo le direttrici di movimento che attraversano gli spazi vuoti del deserto, nei quali si inserisce come isola, come approdo… svolgendo questa funzione che contribuisce a darle vita, a connetterla ad altre oasi, ad altre polarità lontane” (Eugenio Turri, Il paesaggio e il silenzio, Marsilio editori, Venezia 2004). Il parco colonizza il terreno dalla topografia ed accidentalità complesse, ne esplora, seguendo molteplici itinerari, ogni sua singola piega in parte ancora nascosta, e ne disegna i suoi nuovi sentieri che uniscono punti, sino ad allora, separati e privi di connessione. Il sistema di spazi verdi che, appropriandosi della sua geografia, abita l’arco collinare flegreo, disegna uno spazio pubblico lineare a diretto contatto con la natura dei luoghi ed in costante riferimento visivo con la costa e le isole del golfo, palcoscenico naturale aperto al paesaggio che definisce la forma ed il carattere della città.

Mauro Vincenti (Napoli, 1971), laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove consegue il diploma di Specializzazione in Progettazione Architettonica ed Urbana e si perfeziona in “Urbanistica e Sviluppo Sostenibile: analisi, pianificazione, progettazione e gestione della città e del territorio”, è dottore di ricerca in ingegneria delle strutture e del recupero edilizio e urbano (Settore scientifico-disciplinare ICAR/14 - Composizione Architettonica e Urbana, VII Ciclo N.S, Università degli Studi di Salerno). Dopo aver trascorso un periodo di studio presso il Politecnico dell’Università TU Delft, in Olanda e, successivamente, lavorato presso alcuni studi di architettura di Amsterdam e Londra, svolge una costante attività di ricerca sui temi della città e dell’architettura partecipando ad una serie di concorsi di idee; consegue il primo premio nell’ambito delle attività del Workshop Internazionale di Progettazione «Idee e progetti per il centro storico di Napoli», organizzato nel giugno del 2007 dalla Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura con la II Municipalità di Napoli e l’UNESCO-BRESCE, Office in Venice. Con la casa editrice Alinea pubblica: Tony Fretton, linguaggio, materia e percezione dell’architettura (2008).

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