Le linee della costa. Definizioni, riferimenti altimetrici e modalità di acquisizione dei dati
Le coste meritano, oggi più che mai, particolare attenzione da parte di tecnici, ricercatori e amministratori, poiché le attività umane interferiscono pesantemente con la naturale evoluzione di questo delicato ambiente, dinamico e fragile al tempo stesso. Ad oggi, circa i due terzi della popolazione mondiale vivono in aree che si affacciano sul mare e le previsioni stimano per il 2020 l’insediamento di oltre la metà della popolazione mondiale nella fascia compresa entro 60 km dal mare. La necessità quindi, di trattare a scala globale cause naturali e antropiche che nel tempo modificano la fascia costiera, rende di estrema attualità quel limite generico in i continui spostamenti della separazione tra terre emerse e sommerse e l’assenza di un riferimento verticale stabile rendono difficoltosa la valutazione delle variazioni. Gli ambiti in cui è necessario approfondire l’argomento “linee della costa” sono vari: dal settore cartografico a quello idro-oceanografico, dal settore ingegneristico-idraulico a quello geologico-petrolifero, dal settore economico a quelli giuridico e politico. Il testo si rivolge, con un approccio divulgativo ma rigoroso, a tutti coloro che operano in quei settori, come contributo verso una sistematizzazione dei problemi legati alla gestione dei dati territoriali costieri: è un invito a superare la tradizionale dicotomia di competenze, di responsabilità e di metodologie tra l’ambiente marino e quello terrestre, partendo dall’analisi dei fenomeni che investono la fascia costiera. Il lavoro analizza le relazioni tra differenti sistemi di riferimento verticali e illustra diverse modalità di rilevamento delle linee in questione, a varie scale di dettaglio. Si mettono a confronto metodi tradizionali e tecniche innovative, quali il LiDAR e la fotogrammetria digitale, nella prospettiva di una più compiuta conoscenza delle zone costiere. In appendice è riportato un esempio concreto di utilizzazione delle moderne tecniche di rilievo diffuse a livello internazionale, a dimostrazione di come i temi trattati trovino una loro applicazione e siano argomento di dibattito e confronto anche oltre i confini dei mari italiani.
Manuela Milli, Geologo e Dottore di Ricerca in Scienze della Terra e del Mare, è Funzionario tecnico per la cartografia presso l’Istituto Idrografico della Marina e svolge attività di formazione con il Dipartimento Formazione Post Lauream dell’Università degli studi di Genova. Ha esercitato attività di carattere geologico ambientale presso l’ISPESL, l’ENEA, l’Università degli Studi di Urbino, l’Accademia Nazionale delle Scienze, la Regione Marche e l’Aquater.
Luciano Surace, Ingegnere Civile, Dottore di Ricerca in Scienze Geodetiche e Topografiche, Direttore Geodetico dell’Istituto Geografico Militare fino al 1998. E’ stato Delegato italiano al Consiglio Direttivo OEEPE (Organizzazione Europea di Studi Fotogrammetrici Sperimentali) dal 1983 al 1998, Presidente della Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia dal 1999 al 2002 e Professore Ordinario di Geodesia presso l’Istituto Idrografico della Marina dal 1999 al 2010. Autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali di settore, è Vice-chairman del FIG/IHO/ICA International Board on Standards of Competence for Hydrographic Surveyors and Nautical Cartographers e Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali (ASITA).