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ISBN 9788881258666
Autore Piera Busacca e Filippo Gravagno (a cura di
Pagine 304
Collana Atti
Editore Alinea Editrice
Anno 2006
Disponibilità
Disponibile
Prezzo di copertina € 18,00
Il nostro prezzo € 15,30
Quantita'
A mille mani. Atti del convegno internazionale "la casa delle città" come luogo d'incontro fra attori urbani: un confronto tra e
304 pp. ill. b.n. Al volume è allegato un CD Rom

Sommario: Presentazione di un lavoro a mille mani di Filippo Gravano - SEZIONE 1 - Possibilità di azioni inclusive: esperienze: ABITA Polimi , Milano di Bianca Bottero, Maria Bottero, Gian Luca Brunetti, Emilia Costa, Anna Delera, Emanuela Dentis, Luca Fabris - Atelier dei Paesaggi Mediterranei di Giorgio Pizziolo, Rita Micarelli - Avanzi, Milano di Sara Serravalle - Avventura Urbana, Torino - Babilonia, Catania di Alberta De Guidi - Comitato Area Fiera, Catania di Elvira Vitale - Comitato Librino Attivo, Catania di Eleonora Gazzetta - Comitato popolare Antico Corso, Catania di Francesco Mannino - DAU, Roma di Carlo Cellamare, Alessia Ferretti - DICITER, Palermo di Francesco Lo Piccolo, Giada Bini, Rida Berradi, Flavia Schiavo, Vincenzo Todaro - GAPA, Catania di Giovanni Caruso - Hunter College City University of New York di Tom Angotti, Istituto di Ricerca Ecopolis, Milano - Trezzo sull'Adda di Maurizio Cabras, Luca Rodda - La Città Felice, Catania , Anna Di Salvo - LabPEAT, Catania di Sebastiana Caruso, Caterina Timpanaro, Laura Saija, Anna Ursida, Salvo Messina, Lab. di lettura, scrittura e comunicazione della poetica urbana - LAPEI, Firenze di Giovanni Allegretti - TRESA, Reggio Calabria di Adriano Paolella , Consuelo Nava, Olinda Curia - SEZIONE 2 - Possibilità di azioni inclusive: prospettive: Presentazione e aperura dei lavori di Piera Busacca - A proposito del conflitto... il dibattito - 1 Luglio 2005 -...e dei saperi... il dibattito - 2 luglio 2005 - SEZIONE 3 - Il dialogo continua...: La città capovolta: pratiche e saperi della partecipazione di Mariolina Besio, Dipartimento POLIS, Università di Genova - Riflessioni sugli Urban Center Americani di Tom Angotti, Hunter College of New York - SEZIONE 4 - CD: Presentazione dei lavori da parte di Atelier dei Paesaggi Mediterranei, Firenze, ATI - Enziteto, Bari, Avanzi, Milano, Avventura Urbana, Torino, Babilonia, Catania, Comitato Area Fiera, Catania, Comitato Librino Attivo, Catania, Comitato popolare Antico Corso, Catania, DAU, Roma, DICITER, Palermo, Hunter College City University of New York, New York, Istituto di Ricerca Ecopolis, Milano - Comune di Trezzo sull'Adda LabPEAT, Catania, La Città Felice, Catania, LAPEI, Firenze, Laposs, Catania, TRESA, Reggio Calabria

Questo volume cerca di raccogliere ciò che è possibile trasferire in un documento cartaceo di un confronto tra differenti esperienze e pratiche di intervento nella città ma, soprattutto, di un incontro tra persone che condividono alcune preoccupazioni e alcune convinzioni. La preoccupazione di chi avverte la debolezza delle attuali modalità di risposta alle nuove domande di territorio e di cittadinanza che provengono dalla società; la preoccupazione che si lega alla sensazione di inadeguatezza degli statuti su cui si fondano molti dei saperi che normalmente adoperiamo quando interveniamo nelle città. Ma anche la convinzione che sia ancora possibile trovare e costruire pratiche differenti con cui trattare alcuni dei problemi emergenti nella città contemporanea. Che sia possibile, attraverso la condivisione e lo scambio delle esperienze, migliorare la nostra capacità di comprensione ed ampliare la nostra capacità di sguardo sul mondo. Questa testimonianza vuole dare in particolare conto di quel mondo di sperimentazione che cerca di avviare azioni consapevoli ed informate nei processi di trasformazione del territorio e di creare nuovi percorsi di ricerca ispirati da paradigmi che puntano alla costruzione di un sapere multiculturalistico e democratico. Un sapere che non risponde a nessun programma già definito e a nessun'altra domanda che non sia volta alla effettiva emancipazione della società e all'ampliamento degli spazi di libertà degli individui. Un sapere che noi pensiamo non antagonista rispetto alla scienza, o meglio, al programma originario che la scienza si è dato. Questo approccio nasce infatti semmai da una esigenza ed un bisogno che affondano le loro radici nella crisi prodotta da una certa idea della scienza. Quella idea della scienza che, separando la pratica democratica e le promesse di pace, libertà e giustizia, nonché uguaglianza e declinazione del progresso dal campo di suo interesse, ha portato alla eliminazione di molti saperi e dettato la pretesa di uniformare i comportamenti di tutti coloro che avevano elaborato percorsi altri ed autonomi di sviluppo e di crescita culturale. L'antagonismo con quest'ultima idea della scienza si manifesta soprattutto nei paradigmi con cui il multiculturalismo si confronta con i problemi. Nelle forme e pratiche di lavoro con cui chi opera all'interno di questo approccio ritiene possibile trattare alcune questioni emergenti che si mostrano sempre cangianti, in continua e perenne metamorfosi, evoluzione e trasformazione e che richiedono consapevolezze diverse rispetto a quelle costruite con i precedenti approcci. Le nuove questioni emergenti nelle città si presentano infatti spesso nella forma di problemi maligni che di volta in volta disvelano nuovi limiti e frontiere della dimensione del fare, costringendoci a recuperare il valore profondo della dimensione collettiva anche nella ricerca. La strada che abbiamo cercato di rimarcare con questa esperienza di incontro può essere vista dunque anche come un tentativo di restituzione della scienza e della tecnica al loro originario programma. Un programma vecchio ma che presenta ancora evidenti elementi di interesse per la condizione contemporanea. Noi riteniamo che sia possibile e necessario oggi elaborare e sperimentare nuove forme di costruzione del sapere scientifico. Forme che si prefiggono come programma di accostare e rendere possibile la convivenza tra le differenze. Che siano capaci di restituire pari dignità e valore ad ogni forma o modalità di esistenza e che soprattutto ricerchino non l'assimilazione ma l'integrazione tra culture e comportamenti. Riteniamo in particolare che possono esistere molte modernità e molti modi di pensare il mondo. Che tutte le conoscenze sono contestuali e che non esistono scienze pure o complete destinate ad essere dominanti. Esistono semmai solo costellazioni di saperi con cui è possibile restituire immagini più o meno attendibili del mondo e della verità. Soprattutto, riteniamo che sia possibile dare vita a processi creativi collettivi che, invece di promuovere e mirare alla omologazione, puntino al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e delle alterità, allo sviluppo dei sistemi di significato e di valorializzazione, alla possibilità di esistenza di molteplici forme e stili di vita. Multiculturalismo come attuazione di una visione che propone anche per la ricerca una ridefinizione delle sue pratiche orientandola verso una forma di esperienza attenta anche agli strumenti dell'incontro e del dialogo nella costruzione dell'indagine. L'esperienza che portiamo avanti nel Laboratorio per la Progettazione Ecologica ed Ambientale del Territorio e che ha informato le due giornate che ci hanno visto insieme a Catania, noi preferiamo pensarle come parte di un programma di lavoro ben più ampio ed articolato. Esso nasce dalla convinzione che ogni ricerca va necessariamente storicizzata e legata al contesto socio-culturale di cui è prodotto ed esito e che va, quando autentica, ad informare anche l'esperienza di vita di chi la conduce e la esperisce. La sperimentazione di questo programma ci ha costretto e ci costringe a ripensare alla natura ed alle forme e modalità di produzione dei saperi su cui fondare la nostra azione e la nostra ricerca. Le forme di costruzione del sapere aderenti al programma multiculturalistico devono infatti dimostrare di essere capaci di ispirarsi ad una molteplicità di tradizioni culturali. Devono dimostrare la loro abilità nella azione di riconoscimento e legittimazione delle differenti culture e tradizioni. Ma devono soprattutto sforzarsi di realizzare quei porti atti a rendere realmente accessibili forme di ibridazione e di contaminazione; di realizzare cioè le condizioni di un reale interesse e di una reciproca attrazione finalizzate a un mutuo arricchimento. Siamo convinti che il raggiungimento di questo obiettivo richiede un forte impegno non tanto verso l'ampliamento e l'affinamento delle pratiche della comunicazione, oggi forse sin troppo invasive, quanto su quelle del dialogo.
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