Catalogo delle buone pratiche per il paesaggio
pp. 204 ill. bn ill. colore CD allegato contenente le immagini e traduzione dei testi (italiano, francese, spagnolo)
SOMMARIO: Convenzione europea del paesaggio ed enti territoriali: una nuova opportunità per il governo partecipato del territorio nella dialettica locale / globale, Riccardo Priore; Paesaggi e progetti, Amerigo Restucci; Il Premio mediterraneo del Paesaggio 2007, Hans Michael Schober; Categoria A Piani Programmi e Progetti; Categoria B Interventi e opere realizzate; Categoria C Esperienze di sensibilizzazione del paesaggio; Categoria D Attività di comunicazione sul paesaggio - Le qualita' del paesaggio, Mariella Zoppi; Paesaggio e ambiente: il caso della Toscana, Mauro Agnolet i; Paesaggio e beni culturali, Riccardo Lorenzi; Paesaggio e agricoltura, Elisabet a Norci; El paisaje como relación dialéctica, Gonzalo Acosta Bono; "Paesaggio e storia: i paesaggi culturali"- Focus tematico; "Paesaggio, agricoltura e ambiente" - Focus tematico; CONTRIBUTI/CONTRIBUTIONS/CONTRIBUCIONES - LE QUALITÀ DEL PAESAGGIO/LES QUALITÉS DU PAYSAGE/LAS CALIDADES DEL PAISAJE; "Paesaggio e infrastrutt ure" Focus tematico
Questo scritto affronta in maniera sintetica il tema delle responsabilità istituzionali degli enti pubblici locali e regionali per quanto riguarda il governo della dimensione paesaggistica del territorio in attuazione dei principi della Convenzione europea del paesaggio. La Convenzione è considerata una risposta politica ad una domanda sociale espressiva di bisogni che prendono corpo proprio a livello territoriale. È con riferimento alla percezione dei propri contesti di vita quotidiani che un numero crescente di cittadini europei comincia infatti a rendersi conto che:
" il paesaggio costituisce un fattore di primaria importanza per la qualità di vita nei propri luoghi di vita;
" che il degrado del paesaggio è molto spesso fonte di malessere, senso di sradicamento e (segno tangibile di) impoverimento economico;
" che è giunto il momento di predisporre adeguate politiche e misure pubbliche, sopratt utt o a livello locale e regionale, per prendersi cura del paesaggio in ogni luogo, con la partecipazione dei soggett i interessati.
L'entrata in vigore della Convenzione tali disposizioni sul piano nazionale (ventisette sono fino ad oggi gli Stati che hanno aderito alla medesima) negli ultimi anni ha spinto un numero crescente di enti territoriali a rafforzare il proprio impegno istituzionale in materia di paesaggio. Nella maggioranza dei casi, ciò ha provocato un progressivo adeguamento del loro apparato tecnico, amministrativo, regolamentare e/o legislativo in materia. Tali evoluzioni sembrano confermare che l'importanza att ribuita dalla Convenzione al ruolo degli enti locali e regionali non è il risultato di una astratt a volontà di decentramento delle autorità europee che l'hanno elaborata. È più concretamente il frutto della constatazione che il paesaggio può essere difficilmente amministrato al di fuori di processi decisionali che consentano il coinvolgimento attivo delle popolazioni, con riferimento alle forme, al carattere e al senso dei luoghi della loro vita quotidiana. Sul piano delle competenze, non c'è alcun dubbio che la Convenzione favorisce un'organizzazione istituzionale ed amministrativa coerente ai principi di decentramento e responsabilità che introduce. In tale contesto appare chiaro come le Buone Pratiche per il paesaggio, le esperienze capaci di esprimere creatività, dialogo con il contesto paesaggistico, efficacia nella comunicazione/diffusione dei valori del paesaggio, coinvolgimento della società civile, rappresentano un prezioso contributo per promuovere una maggiore att enzione e una più matura consapevolezza nei confronti della qualità dei nostri paesaggi, qualità intesa non solo come espressione culturale storica, ma anche come creazione contemporanea rivolta al futuro. I paesaggi mediterranei, più di altri, sono il frutto di una costruzione indissolubilmente legata ad un intenso processo di civilizzazione. Sono paesaggi dove l'attività umana ha rappresentato la componente prevalente nella loro creazione e per questo rappresentano oggi un patrimonio di grande valore storico e culturale, un insieme complesso, connotato da una grande diversità di situazioni territoriali, che costituisce una straordinaria ricchezza; un patrimonio in cui si percepisce allo stesso tempo una fragilità derivante soprattutt o dal complesso delle intense pressioni che li stanno modificando e che inducono forme di degrado spesso legate alla banalizzazione e alla perdita di identità dei paesaggi. E' chiaro che la gestione di una tale complessità non può esaurirsi nelle sole azioni di tutela rivolte alle singole componenti del paesaggio, ma richiede la capacità di riconoscere i caratteri distintivi dei diversi paesaggi, di comprenderne le relazioni, di interpretarne le possibili linee evolutive. La tutela della qualità dei paesaggi mediterranei, infatti, non deve essere intesa solo come l'insieme delle azioni in grado di conservare o recuperare un valore del passato, ma anche come volontà di costruire paesaggi della contemporaneità in grado di esprimere pari qualità. Le Regioni impegnate nel progetto PAYS.DOC, consapevoli del ruolo rilevante che i paesaggi esercitano nel definire il senso di identità culturale dei territori nello spazio mediterraneo e nell'accrescere la qualità della vita delle proprie popolazioni, hanno ritenuto di proseguire una esperienza già svolta con la prima edizione del Premio Mediterraneo del Paesaggio, promuovendo una selezione di interventi pubblici o privati che siano portatori di una particolare attenzione alle tematiche del paesaggio. La ricerca dei casi migliori di "buone pratiche" si pone quindi come finalità non solo quella di contribuire a sensibilizzare gli amministratori, i tecnici e gli operatori locali alle questioni paesaggistiche nonché contribuire alla costruzione di una cultura comune di attenzione al paesaggio, ma anche di interagire, attraverso la selezione di casi concreti nei diversi ambiti del paesaggio mediterra