Dell'Ideale. Alcune ovvietà dell'arte all'inizio del novecento italiano
Collana diretta da Paolo Bagni
Presentazione di Paolo Bagni - 84 pp.
Nell'inseguire la nozione di "ideale" lungo i percorsi della teoria e della critica d'arte che preparano l'ingresso del Novecento, emerge la sua natura di "ovvietà". Ovvietà che a dispetto dell'apparenza siderata, al suo interno si rivela inquieta, mutevole, in tensione tra significati, ascendenze ed esiti che finiscono con il disattendere quella linearità e univocità di senso che ci si aspetterebbe da un'idea ovvia. Quando oramai la cultura positivistica cede il passo, in dissolvenza, allo "spirito nuovo", questo si presenta appunto sotto forma di strategia del dire che ha nel tempo rinunciato a chiarezza, appartenenza, origine. D'altronde l'ovvietà è etimologicamente ciò che "ti viene incontro", nel cammino, senza che l'abbia cercato o richiesto. Il limite della colpa imputabile all'autore: lasciarla passare.