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Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati
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ISBN 9788860551436
Autore Giorgio Croatto, Nicola Marotta
Collana Strumenti didattici/67
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Disponibile
Prezzo di copertina € 18,00
Il nostro prezzo € 15,30
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Industria e sicurezza: Dal progetto al cantiere, all'ambiente
pp. 176 ill. bn ill. colore


SOMMARIO: PRESENTAZIONE; PREFAZIONE; 1. L'INDUSTRIA SICURA: UN DIFFICILE PERCORSO - 1.1. Cenni storici - 1.2. Edilizia ed attività industriale; 2. LA COMPLESSITÀ DEL RISCHIO INDUSTRIALE - 2.1. Il rischio nelle costruzioni - 2.2. Il rischio tecnologico - 2.3. L'ingegneria della sicurezza e l'analisi del rischio - 2.4. Analisi del rischio - 2.5. La valutazione del rischio - 2.6. Categorie di rischio - 2.7. La percezione del rischio - 2.8. Il rischio naturale - 2.9. Il rischio imposto ed il rischio liberamente accettato o volontario - 2.10. Il rischio zero - 2.11. Il rischio residuo - 2.12. I rischi eliminabili e riducibili - 2.13. I rischi ritenibili e trasferibili- 2.14. Il rischio indebito - 2.15. L'accettabilità dei rischi; 3. LA COMPLESSITÀ DELLA SICUREZZA NELLA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DEGLI EDIFICI INDUSTRIALI - 3.1. I diversi fattori legati alla scelta del sito -3.2. Il progetto - 3.3. La fase di realizzazione - 3.4. Dal piano di sicurezza e coordinamento al fascicolo di manutenzione dell'opera - 8 Industria e sicurezza; 4. SICUREZZA E INCENDIO - 4.1. Principali strumenti - 4.2. Analisi e Valutazione del rischio incendio - 4.3. Il piano di emergenza - 4.4. Segnaletica di sicurezza - 4.5. Vie di esodo e le uscite di emergenza - 4.6. Il certifi cato di prevenzione incendi - 4.7. Collaudo - 4.8. Informazione e formazione antincendio - 4.9. Gestione del rischio e della sicurezza - 4.10. Il rischio incendio - 4.11. Analisi del Rischio Incendio - 4.12. La Valutazione del Rischio di Incendio - 4.13. Criteri di stima del rischio incendio seguiti - 4.14. Stima della gravità del danno - 4.15. Stima e valutazione del rischio - 4.16. Valutazione del rischio incendio dell'attività. - 4.17. Criterio di priorità - 4.18. Stima della riduzione del rischio - 4.19. Verifi che di adeguatezza delle misure di sicurezza - 4.20. Analisi l'effi cienza economica delle misure di sicurezza - 4.21. Analisi dei benefi ci delle misure di sicurezza - 4.22. Verifi che di effi cacia delle misure di sicurezza - 4.23. Verifi ca di utilità - 4.24. Industrie a rischio di incidente rilevante; 5. INDUSTRIA, SICUREZZA E TERRITORIO - 5.1. Competenze e soggetti interessati - 5.2. Gli strumenti urbanistici e il rischio industriale - 5.3. Scenari incidentali;6. LA COMPLESSITÀ DEL RELAZIONARE, OVVERO LA COMPLESSITÀ DEL COSTRUIRE, DEL GESTIRE E DEL PRODURRE IN SICUREZZA - 6.1. La necessità di una sicurezza compresa e condivisa - BIBLIOGRAFIA - APPENDICE LEGISLATIVA

L'architettura industriale costituisce un capitolo di particolare importanza nell'architettura contemporanea e definisce uno specifico profilo di ogni Paese. Essa, infatti, non solo ha dato luogo a originali tipologie edilizie e strutturali, ma ha anche fornito molteplici occasioni per affermare quel primato della funzione sulla forma, che ha caratterizzato principalmente il primo periodo del Movimento Moderno. Di conseguenza questi sono gli aspetti sotto i quali essa, in genere, viene studiata, rischiando così di trascurarne un altro, pure di fondamentale importanza, rappresentato dalle relazioni esistenti tra architettura e condizioni sociali dello sviluppo industriale. Fu il medesimo Walter Gropius a focalizzare il suo pensiero teorico sull'esistenza di un rapporto di reciproca dipendenza fra luogo e lavoratori, affermando che "Non è cosa indifferente, neppure dal punto di vista sociale, se l'operaio moderno lavora in casermoni squallidi e affatto accoglienti o invece in stanze di proporzioni ben studiate". Benchè leggendo tutto il saggio possa motivatimente sorgere il dubbio che la preoccupazione fosse ampliamente motivata da ragioni rivolte alle esigenze della produzione, quanto piuttosto che alle condizioni degli operai, dato che più oltre vi si afferma che "insieme al crescente senso di benessere aumenteranno anche l'amore al lavoro e la capacità di rendimento", è pur rilevante che i due argomenti fossero messi in relazione dinamica. Ma se anche arrivassimo ad ammettere che queste attenzioni fossero mosse principalmente da interesse per le condizioni di vita in fabbrica, raramente si coglie, negli architetti dell'epoca, una qualche apprensione per i rischi che i lavoratori correvano nella loro attività. È quindi merito di Giorgio Croatto avere riconosciuto, anche nello studio dell'architettura industriale, il giusto ruolo al tema della sicurezza, divenuto oggi motivo di attualità in ogni intervento per la progettazione e la realizzazione di opere edili. Un tema affrontato col rigore scientifico che gli compete, in cui non manca l'approfondimento di settori specifici, condotto con l'ausilio di Nicola Marotta, ingegnere esperto in analisi del rischio ed in gestione della sicurezza. Vengono così, in particolare, affrontati temi come la scelta dell'ubicazione degli stabilimenti industriali e della sicurezza nei confronti degli incendi illustrati con specifici esempi di casi rilevanti, come quello della Solvay di Rosignano, completati con l'analisi del problema della sicurezza nei cantieri mobili, senza mai dimenticare, comunque, che l'obiettivo vero della ricerca è costituito dal riconoscimento dell'inscindibile rapporto tra attività industriale, sicurezza e Architettura.

Giorgio Croatto, architetto, attualmente è professore associato di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università di Pisa, si occupa di tematiche relative alla problematica dell'edilizia industriale, del recupero edilizio e della sicurezza nei cantieri edili.

Nicola Marotta, ingegnere, libero professionista, specialista in sicurezza e protezione industriale e professore a contratto presso l'Università degli studi di Pisa per le materie della sicurezza nei cantieri edili.
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